Articoli & divulgazione

Le molte vie della “voce curAtiva”

Ph. Matteo Gelatti @OmShanti Photography

Mi è stato chiesto ultimamente:  cosa intendi per “Voce Curativa” ? 

Per me può essere un semplice canto, che ci fa stare bene, che ci fa sentire conness3 al nostro corpo e che ci permette di esprimere e liberare le nostre emozioni. 

Se ti fa stare bene il cuore, anche cantare un brano pop può essere considerato un uso della Voce in senso curativo. Tutto sta nella nostra attitudine e intenzione mentre lo cantiamo. Ci sono brani che contengono inoltre messaggi precisi che vanno ad informare il nostro corpo e le nostre cellule. Quindi facciamo attenzione ai testi dei brani : risuonano con le informazioni che vogliamo vivere nel nostro corpo ? Anche questo è importante. 

E poi : stiamo cantando con il Cuore ? 

Esistono canti come Mantra e Canti Medicina che invece sono stati creati con un’intenzione ben precisa: ad esempio connettersi con la nostra parte più profonda e spirituale, connettersi alla forze che governano il Creato, curare le nostre ferite e le ferite di chi ascolta….Sono canti potenti e adatti ad essere cantati in gruppo e anche danzati.

Nel percorso ‘Donne Lunescenti’, con Isaura Maglio Ishwaraa utilizziamo questi canti.
Vuoi ascoltarne uno? clicca qui

La Voce Curativa può essere anche il semplice suono di una vocale o di una sillaba che cantiamo per qualcun3 a cui vogliamo fare del bene, comunicando così con la sua parte vibrazionale. 

Ci sono poi tecniche di canto, come il Canto Difonico, che ci porta  alla consapevolezza delle leggi del suono e della manifestazione armonica della natura in quanto riproduce la Serie Armonica Naturale. Una pratica portata in profondità con questa tecnica ha effetti positivi sul nostro sistema psico-fisico. È una delle tecniche più potenti che abbia incontrato nelle mie ricerche. 

Quindi … buon canto !

Datura Martina Lo Conte

Firenze, 28/04/2022

Eventi 2021

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Per la prima volta, a grande richiesta a Siena, un viaggio nella voce a 360° !
In collaborazione con APS Clef.
Whatsapp 3342859947 per tutte le info!
Primo ciclo di 3 incontri dedicati al Canto e al ritmo del Tamburo a Lastra A Signa (FI)
info:
jalayogastudio3@gmail.com
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Iscrizioni aperte entro il 10 di settembre whatsapp 3891769713

18 settembre : laboratorio Canto Condiviso basato sulle Circle Songs nella Natura, per AdventureOutdoorFest @San Marcello Pistoiese, Ponte Sospeso. Clicca qui per prenotare!

eventi passati

CECILIA – LE LEGGENDE DI MARE – 14 agosto 2021 Fortezza Vecchia – Livorno. Prenota

Per info e prenotazioni: whatsapp 3891769713
10 luglio h. 19.00 L’Ospite-spettacolo dedicato a Francesca Woodman all’interno del festival. Clicca per Info
Info e prenotazioni : 3385005831
segui l’evento 25-26-27 giugno

Dare Voce alla Poesia (durante il coronavirus)

La poesia mi accompagna da sempre, specialmente dagli anni dell’università dove con amore e passione ho riscoperto i versi del nostro grande poeta P.P. Pasolini.

Anche molte canzoni sono per me poesia… durante questa quarantena ho riletto versi potentissimi e importanti per me e, dato che non avevo a disposizione la giusta tecnologia per registrare fedelmente la voce cantata, ho colto l’occasione di registrare dei brevi interventi poetici, che fossero anche un possibile faro per gli altri in questo momento così difficile.

Ho sempre amato prestare la mia Voce alla poesia, perché per me non sono solo parole su una pagina, ma un modo di pensare e vivere il mondo, di crearlo e soprattutto di vederlo con nuovi occhi, attraverso un linguaggio ispirato e ispirante … dargli Voce è il modo più autentico che ho affinché diventi azione.

Come scrive la Gualtieri: “La poesia ha bisogno di un corpo che la pronunci e coralità d’ascolto”

Ho creato un playlist dal titolo

LA POESIA CONTINUA

(Per aprirla basta cliccare sopra)

perché la poesia continuerà sempre, anche quando noi non ci saremo più, come diceva Pasolini: ‘la mia poesia non si può consumare, non è un prodotto che si usa e si getta via, la mia poesia è eterna.’

Questa playlist sarà in evoluzione e vi troverete anche altri video di Rinascita Artistica dove si parla di poeti e di poesia. Buon ascolto, buona poesia!

Rinascita Artistica: seminiamo idee …

Dan Hillier

L’Arte per la Rinascita

Ho meditato molto in questi giorni ho colto l’invito di Eugenia Coscarella per parlare di Rinascita insieme a Ilaria Drago e Lucianna Argentino sulla piattaforma Rinascita Artistica Ospitata da Rinascita Digitale. Ecco il video della conferenza, le parole di Ilaria e di Lucianna sono state profondissime e meritano attenzione perché potrebbero essere dei semi per farci rifiorire come individui e come comunità. Segue quanto ho scritto nei giorni prima di questo incontro.

Nell’ultima parte invece troverete dei brevi testi scritti da altri artisti che fanno parte del Gruppo E Come Eresia nati da una discussione sul Senso dell’Arte in questo momento. Anche questi contributi sono stati preziosissimi.

Martina Lo Conte, Ilaria Drago e Lucianna Argentino – Rinascita – Rinascita Artistica DAY 2

Per rinascere bisogna mettersi in ascolto e porre le giuste domande. Perché il mondo come è stato sinora non era che un turbinio convulso nella ricerca del profitto a tutti i costi, del fare a tutti i costi, del sopravvivere in una società dove le persone sono considerate semplicemente dei numeri. Eravamo pieni di cose, ma con un grande vuoto nel petto, perché ci è stato rubato a poco a poco un pezzetto di anima.

E invece cosa vorremmo? Possiamo cogliere questa occasione per immaginarlo?

L’Arte saprà sempre risponderci.

Anche nei momenti di crisi, nei momenti di disperazione, nei momenti di solitudine. Anche in questo momento storico così difficile ma allo stesso tempo meraviglioso, perché tutte le maschere stanno cadendo. Tutte, come una bellissima opera di Dan Hillier. (Che ho scelto per questo articolo).

L’Arte saprà risponderci perché essa è generata dalla stessa forza della Vita, L’Arte ci permette di vedere oltre, di immaginare ciò che desideriamo e di crearlo. L’Arte da Voce a chi non ce l’ha. L’Arte non è un lusso, è qualcosa di cui dobbiamo nutrirci come il pane che mangiamo.

Per Arte non intendo un contenitore monolitico e rigido ma un’entità fluida, in continuo divenire, che attraversa i linguaggi, e risponde al presente in modalità nuove e imprevedibili. Questo è il lavoro dell’artista: ‘ascoltare’ nuove soluzioni, prepararsi ad essere ‘canale’ e metterle in atto.

Il Teatro per esempio può cogliere questa occasione per ritrovare il senso del rituale collettivo e comunicare non solo agli addetti ai lavori, come stava accadendo negli ultimi anni, ma a tutta la società. Perché il pubblico era quasi inesistente. Le persone hanno bisogno secondo me di essere stimolate in modo diverso rispetto alla classica fruizione, e soprattutto hanno bisogno di ‘essere viste’. L’Artista, come nell’emblematica la performance di Marina Abramović, The Artist Is Present, può restituire uno sguardo nuovo al pubblico, il quale prima di essere ‘pubblico’ è fatto di ‘persone‘ con il loro mondo interiore, il loro pensiero, il loro vissuto, le loro emozioni. Questo a mio parere è il piano su cui bisogna incontrare l’Altro, trovandosi sullo stesso piano e attraverso un linguaggio che può fungere da comune denominatore.

Sinceramente non sappiamo quando questo sarà possibile, per quanto tempo ci saranno le misure di distanza. 

Ma per quel momento dovremo essere pronti. 

Personalmente ho trovato nella musica questo linguaggio capace di attraversare le generazioni, le culture, le fasce sociali e di permettere l’ascolto, la creatività e la relazione attraverso la voce e il corpo. Il mio progetto si chiama Canto Condiviso per la comunità e si tratta proprio di questo, attraverso l’improvvisazione vocale nella modalità delle Circle Songs (una modalità coniata così da Bobby McFerrin e che si perde nella notte dei tempi). Anche i laboratori e le performances dell’Open Program del Workcenter di Grotowski, diretto da Mario Biagini, si basa sullo stesso principio di arte partecipata, in cui si formano delle vere e proprie costellazioni, ma attraverso un corpus di canzoni già esistenti.

Bisogna far vivere i quartieri, le strade dei centri storici (non solo dai turisti), le periferie, le scuole, le università attraverso forme d’arte partecipata e riti collettivi che possano essere in grado di trasformare, rigenerare le nostre vite, i nostri luoghi e le nostre relazioni. Il senso di comunità si trova intorno a fattori culturali, artistici, come diceva Stefano Massini pochi giorni fa: essi rappresentano la nostra identità come popolo.  Quali strategie possono essere messe in atto per evitare che l’arte e dunque la nostra identità scompaia? 

Penso che dovremo trovare delle nuove visioni e delle nuove risorse immaginative per un nuovo paradigma per le arti performative, e non dipendere esclusivamente dagli organi istituzionali, i quali probabilmente penseranno sempre tramite i vecchi sistemi. 

Si stanno muovendo delle iniziative interessanti in questo senso, con gruppi di discussione e di lavoro per creare questo futuro… penso all’iniziativa lanciata da Francesca Della Monica di E Come Eresia e un’altra Mujeres nel Teatro nata da Marzia Ercolani, Sara Palma, Alessandra Della Guardia (gruppo FB). 

Un’altra inziativa attraverso un gruppo FB che ci permette di continuare invece a cantare con le nostre comunità di Cirlcesinging è stata attivata da vari facilitatori, coinvolgendo persone da tutto il mondo e si chiama Singing together across the GLobe with ACappella.

 Maggiori info 

lechiavidellavoce@gmail.com

Poco dopo l’inizio della quarantena ho scritto questo : 

Dentro ognuno di noi vive un artista e quell’artista saprà rispondere in modo creativo a ciò che sta accadendo adesso e in futuro. Possiamo immaginare un nuovo paradigma e realizzarlo. Per farlo dovremo ritrovare il senso della bellezza e il senso del sacro.

Dan Hillier

19/04/2020

Firenze, Datura Martina Lo Conte

SENSO DELL’ARTE OGGI DAL GRUPPO ‘E COME ERESIA’

Francesca Bizzarri: Da artista, penso forse banalmente…che lo scopo dell’arte sia quello di dare e creare emozioni in chi ascolta. Noi dobbiamo riabituare il pubblico a provare delle emozioni…, il divertimento certo è importante ma non dovrebbe essere un aspetto esclusivo.

Antonio Panice : […] Sento (e sbaglierò totalmente) che per chi Arte persegue, sia possibile oggi veramente prescindere dal ruolo, ossia da ciò che altri/o si aspettano dall’individuo. Airesis è parola di libertà, e forse l’unica libertà pallidamente totale che ci è concessa in questa vita, è fuori dalla socialità e dal ruolo: è nel deserto sconfinato di ciascuno di noi, dove i sogni nascono, dove è smarrito il principio di non contraddizione, e dove alberga in noi la creatività più fantastica, anche fastidiosa e sconveniente per parte della nostra personalità. Il coltivare il contatto (spesso interrotto per esigenze solo apparentemente molto più concrete) con questo deserto, credo sia salubre per la continua trasformazione e formazione di un artista, se non peculiare per la sua stessa natura, che poi potrà così manifestarsi nell’arte (in ogni sua forma) con più piena luce, ogni volta che il contatto concreto, con l’altro, tornerà a farsi possibile; e, probabilmente, gli insegnerà anche a tacere, quando il suo ascolto verso quel mondo sconfinato, si sarà preso una più che fisiologica pausa. Alla luce di questo volo un po’ maldestro, avendo espresso qualcosa di forse scontato per ciascuno di noi ma che, se mi guardo attorno, così scontato non mi appare, sento che un ruolo assunto a priori rischi di essere una gabbia per l’arte. L’artista può essere responsabile per quel che avrà manifestato, in ogni sua forma. E anche per quel che, ahimè, faticherà a manifestare.

Francesca Della Monica : Come sono d’accordo! Il santo anonimato dell’artista , la sua trasparenza , il suo farsi canale , il non obbligo alla coerenza perché attraverso di lui passa un molteplice non constringibile in opinioni apodittiche e definitive . Grazie Antonio.

Verena Bertozzi: L’arte, maestra vera della vita e pertanto eterna allieva alla ricerca costante di se stessa. Può trasmettere emozioni e sensibilizzare chi ne assaggia il nettare. È cambiamento ed è tuffo nell’ignoto. È il mare sconosciuto intorno alle nostre isole mentali ed è grazie a questo mare che possiamo navigare da un isola all’altra. L’arte può farsi portatrice di nuove visioni e aprire le menti al futuro. Oggi il presente è messo a nudo, si rivelano le sue profonde fragilità. Non abbiamo costruito un mondo a regola d’arte ed è forse l’ultimo tempo per tentare di rimediare a questa grave mancanza. E con senso artistico, in accordo con la natura, l’artista che ci ha generato, possiamo utilizzare l’arte per veicolare visioni e idee alternative nella speranza che le persone possano riflettere e trovare il proprio senso artistico. Comunichiamo la passione con le parole, con i suoni, con le immagini, con le forme, con i gesti o i movimenti, in ogni modo possibile. Perché fondamentalmente tutto è arte intorno a noi e tutti dobbiamo rispettare l’opera d’arte e riuscire a godere della sua magnificenza.

Marzia Ercolani: […] In luoghi in cui le economie sono in enorme difficoltà da decenni, la gente considera il bisogno d’arte primario. Ancestrale. Qui no. Per questo non ci proteggono. Per me la battaglia per la cultura, l’arte, gli/le artist*e i lavoratori, le lavoratrici del settore non è una battaglia che dovremmo portare avanti da sol*. Adesso chiaramente le persone si scaldano per i tagli alla sanità, per la perdita del proprio lavoro, ci sarà un livello di povertà dilagante che occuperà ogni pensiero. Capisco. Capiamo tutti. Ma no, l’arte non è un lusso, non è un suppellettile. È cura, comprensione, consapevolezza, libertà, coraggio, essenza delle cose. Finché saremo da soli a lottare per i nostri diritti, la battaglia difficilmente diventerà collettiva. Un artista è collettivo. Politico. Non intrattiene. Anche quando attraversa la leggerezza e il riso, non intrattiene. Non è un/una baby sitter. È un essere complesso, in continuo movimento, in quotidiana trasformazione, comprende sé stess* e tutti gli sguardi che lo incontrano.

When the Drummers were Women – a spiritual history of rhythm – articolo in italiano

Layne Redmond, 1997, Three Rivers Press, New York. 

È stata pubblicata la versione italiana del libro da Venexia Editrice. http://www.venexia.it/libri/collane/le-civette/saggi/quando-le-donne-suonavano-i-tamburi/

Questo libro è un viaggio e un invito a riconnetterci al nostro ritmo. 

Ha risvegliato in me un mondo sommerso, fatto di simboli, musica, danza e meditazione sui cicli, come quello di Vita-Morte-Rinascita. 

L’autrice, Layne Redmond, ci accompagna in luoghi dimenticati del nostro inconscio collettivo attraverso una meticolosa ricerca bibliografica, in cui emergono Marija Gimbutas e Joseph Campbell, e un’intensa ricerca sul campo dell’archeologia e dell’arte, per ricostruire ‘Una storia spirituale del ritmo’, come recita il sottotitolo. Sottolineo ‘spirituale’ perché la Redmond trova una connessione profonda fra la dimensione rituale e l’uso della musica, in particolare del tamburo, che già sappiamo esserci stata, ma in questo libro emerge come le donne fossero le esclusive custodi della conoscenza dei ritmi della vita prima e della musica poi, sin dall’inizio della storia dell’umanità, sin dai primi reperti del paleolitico. Le donne in quanto generatrici della vita rappresentano il potere rigenerativo della natura; il loro ritmo di fecondità è collegato al ciclo lunare e nei reperti che ci sono pervenuti emerge dunque la figura femminile come simbolo della Dea Madre ( la Dea di Willendorf, Laussel e Kostenki).

 L’intera nostra esistenza si basa su eventi ritmici: dal sangue pompato dal cuore, e che percepiamo già nel grembo della nostra madre; da ciò che osserviamo in natura attraverso i giorni, le lune, le stagioni; ai grandi cicli delle stelle e delle galassie sino all’origine dell’universo, descritto in tutte le tradizioni come un suono primordiale. 

Se apriamo il libro sulle prime pagine troviamo una stupenda mappa che dall’India arriva sino a Roma, per guidare il lettore in questo viaggio. 

Uno dei capitoli più interessanti (pg. 43-55) è quello che riguarda gli studi archeologici svolti intorno al 1960 sui resti della città di  Çatal Hüyük (Turchia), che pare sia stata uno degli insediamenti neolitici più grandi di quel periodo (7200 – 5500 a.c.), con una civiltà basata sul culto della Dea Madre (Paleolitico), un culto sopravvissuto ai cataclismi del Mesolitico, come ha dimostrato l’archeologo James Mallaart attraverso le numerose rappresentazioni ritrovate nel sito. Qui vediamo per la prima volta rappresentato il tamburo, insieme ad altri strumenti in una danza di figure umane, probabilmente un rituale sciamanico (circa 5600 a.c.). 

 I simboli che caratterizzano i culti di questa civiltà, compreso il tamburo, diverranno poi ricorrenti nelle civiltà dei tre grandi  fiumi: Indo, Tigri-Eufrate e Nilo. Simboli che subiranno varie metamorfosi fino al mondo classico: il toro/vacca, l’avvoltoio, l’ape regina e il leopardo/leone. Sono tutte manifestazioni di un potere naturale che sarà poi attributo alle divinità classiche; archetipi che hanno un’energia e un potere psichico di cui forse abbiamo memoria. Emblematica è la figura della Dea Cibele accompagnata in genere da due leoni con in mano il tamburo.

Il tamburo è stato lo strumento prediletto, presente in tutte le culture, affinché si accompagnasse con i suoi ritmi le fasi dell’esistenza e della natura, si potessero creare ponti fra i mondi (quello di sopra, quello di mezzo e quello di sotto) e viaggiare attraverso di essi (sciamanesimo), venerare e dialogare con la Grande Dea, anch’essa come abbiamo visto anticamente rappresentata con un tamburo, dunque custode dei ritmi della vita e della morte. 

Il testo è accompagnato da splendide immagini (statue, dipinti, bassorilievi, affreschi) nelle quali possiamo osservare i rituali dove la musica era protagonista e dove si manifesta la Grande Dea declinata in tutti i suoi molteplici aspetti, perché, come sottolinea la Redmond, se ci aspettiamo di poter sovrapporre la sua immagine a quella del Dio Unico delle religioni monoteiste, ci sbagliamo completamente. La complessità della Madre Divina rispecchia la complessità della vita e della natura, dove non c’è dualità, non c’è una ‘bene’ e un ‘male’ ma solo una ‘necessità’. Nelle divinità della religione induista si son forse maggiormente conservate queste caratteristiche. 

Quanti nomi, forme, simboli, ha assunto questa Grande Dea ? 

“In Egitto era Hathor, Isis Seckmet.  Nella regione Sumera, Palestinese e Cipriota era Innanna, Ishtar, Astarte, Astoreth, Anat, Afrodite. In Anatolia, Asia minore, Creta, Grecia e Roma era Cibele, Rea, Demetra, Artemide, Ariadne Persefone.” (pg. 8). Tantissimi, e molte di loro sono rappresentate con il tamburo… troviamo la presenza della Grande Dea ovunque anche dove la sua presenza e potere volevano essere cancellati in favore dei culti del patriarcato. Ad esempio troviamo i suoi simboli, come quelli del labirinto con un fiore a sei petali (antico simbolo di Afrodite), nella famosissima Cattedrale di Chartres. Troppo radicata la sua presenza per essere estirpata: per secoli, durante  la predominanza del cristianesimo, le donne sono state escluse dai culti, dalla musica (che era parte di essi) e dunque dalla vita spirituale, ma il seme è sempre rimasto dentro per poi rifiorire in alcuni momenti storici propizi in cui il divino femminino si è manifestato sotto altre forme e, per quanto depotenziato, era ancora vivo e presente. Altro aspetto che il paradigma Cristiano ha modificato è il senso del tempo : non più inteso come ciclico (vita-morte-rinascita, rinnovato ogni anno secondo momenti e rituali precisi) ma come lineare (da qui fino al giudizio universale): l’autrice evidenza come questo fatto abbia avuto un forte impatto sulla nostra psiche e dunque come abbia generato un senso dell’esistenza profondamente diverso.

Personalmente, quando ho sentito la chiamata del Tamburo è stata una cosa molto importante nella mia vita, perché mi ha donato l’occasione di riconquistare una facoltà che non avevo sviluppato pienamente e che aveva bisogno di essere risvegliata e nutrita. È un grande viaggio verso la scoperta del ritmo nascosto in ogni cosa, se ascoltiamo bene.

Donne e uomini di oggi sono in cerca di questa parte mancante, reclamano il loro spazio sacro, per ritrovare sincronia ‘con tutto ciò che è’. Sparsi sul territorio nazionale ci sono cerchi di Drum Circles dove ognuno può partecipare con gli strumenti messi a disposizione dai facilitatori.

Interessante e da approfondire è l’ultima parte del libro dove la Redmond ci riporta al nostro presente e agli strumenti che abbiamo per riconnetterci a una spiritualità dove la musica gioca un ruolo fondamentale, quello di unire le persone sullo stesso ritmo, sulla stessa frequenza.

Art by Anighi Amazona

È stata pubblicata la versione italiana del libro da Venexia Editrice, tradotta dalle donne ricercatrici e musiciste dell’Associazione TavolaTonda.
http://www.venexia.it/libri/collane/le-civette/saggi/quando-le-donne-suonavano-i-tamburi/

Firenze, 15/04/2020

Datura Martina Lo Conte

Eventi 2020

per tutte le info: lechiavidellavoce@gmail.com

NUOVA COLLABORAZIONE PER LE LEZIONI DI CANTO e SESSIONI DI CIRCLESINGING PRESSO SPAZIO GEKO @ CIRCOLO A.R.C.I. CHIESANUOVA, San Casciano V. P. (Firenze) !


EVENTI PASSATI

Puoi seguire l’incontro e partecipare al laboratorio di scrittura creativa commentando sotto questo video

“Dentro ognuno di noi vive un artista e quell’artista saprà rispondere in modo creativo a ciò che sta accadendo adesso e in futuro. Possiamo immaginare un nuovo paradigma e realizzarlo. Per farlo dovremo ritrovare il senso della bellezza e il senso del sacro.

La bellezza al tempo del Coronavirus è il nostro antidoto. ”

per gli eventi futuri qui c’è qualche indizio, grazie a Costanza Baldini per l’intervista.

Datura Martina Lo Conte.

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Mecoledi 29 aprile h. 12/13 insieme a Patrizia Stefanini, fisica e insegnante di hadoshaitsu, alla poetessa Lucianna Argentino e a Ilaria Drago, drammaturga, attrice, poetessa e pedagoga, parleremo insieme dei GESTI DI ATTENZIONE COME ATTI DI… grazie alla Piattaforma Rinascita Digitale    #RinascitaArtistica #RinascitaDigitale #FermiamociMaFormiamoci
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Mecoledi 15 aprile h. 10/11 insieme alla poetessa Lucianna Argentino e a Ilaria Drago, drammaturga, attrice, poetessa e pedagoga parleremo insieme di Rinascita Artistica grazie alla Piattaforma Rinascita Digitale    #RinascitaArtistica #RinascitaDigitale #FermiamociMaFormiamoci

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Eventi 2019

Photocover by Alexandra Jitariuc

per tutte le info

lechiavidellavoce@gmail.com

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domenica 1 dicembre h. 11/13 presso l’Ass. Culturale L’Espressione a Roma sarò ospite delle Sunday Circles di Circlesinging Roma – con Chiara Cortez e Daphne Nisi
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Eventi Passati

THE HEARTBEAT Opening of the Art with DOMITILLA BIONDI on 1/3 November 2019 @ Florence DreamLab, Borgo Albizi 13. Performance d’arte collettiva: check the event



ph. Pietro Cimino

Concerto Poetico L’Ospite dedicato a Francesca Woodman, di Alfredo Allegri, con Datura (Voce), Agnese Focardi (Arpa) : 
10 ott. San Miniato Alto Via Paolo Maioli 22 h. 17.30  
26 ott. alle Murate Spazio Ottagono Firenze h. 18

FLORENCE DREAM LAB
OVERTONE SINSING & CIRCLESINGING CLASSES
presentazione gratuita
VENERDì 25 OTTOBRE h. 16/18
Borgo Albizi 13, Firenze





Voce & Circles per Instagram
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Eventi Passati

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Eventi 2018

AUTUNNO/INVERNO 2018

 

Volantino Centro SI amo Canto Armonico

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CON CHIARA SALVADORI E DATURA MARTINA LO CONTE

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RESIDENZA ARTISTICA ELECTRO CIRCLE SONGS 

Circolo Arci Il Progresso, Firenze

grazie all’Ass. Culturale La Chute

BANNER FB OK

evento nell’ambito del Calendario EREDITA’ DELLE DONNE OFFLogoOff.jpg

Sabato 22 settembre h. 21        

Electro Circle Songs Performance

Domenica 23 h. 11/13.              

 Laboratorio sulle Circle Songs

Tutte le info qui

 

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LA VOCE NASCOSTA & GESTO ARTISTICO

Toscanalab arte e arteterapia- Firenze

Sabato 6 – Domenica 7 ottobre 2018 Collage la Voce Nascosta

seminario

La Voce Nascosta & Gesto Artistico

Conducono

Datura Martina Lo Conte 

Cantante  Ricercatrice Vocale

Cecilia Macagno

Artista – Arteterapeuta

 

La Voce Nascosta e Gesto Artistico è un evento che mette in primo piano risonanze profonde, antiche che ciascuno porta dentro di sé, i primi suoni uditi, quelli emessi e accolti e via via percepiti come propri, la percezione delle infinite possibilità di emettere suoni che prende vita e si trasforma nell’acquisizione della lingua madre. L’uso dell’estensione vocale che ci siamo concessi o ci è stato possibile incontrare, ciò che l’ha limitata o esaltata. Conosciamo veramente la nostra voce?
Tutto questo è in stretta risonanza con la corporeità intera, la vibrazione della voce nel corpo, le gestualità che la accompagnano e sottolineano.

Il gesto, il movimento del corpo hanno qualità di durata, intensità, forza, direzione e fanno parte di una estetica personale che possiamo esplorare, imparare a conoscere, raffinare perché fanno parte di ciò che ci rende unici. Possiamo riconoscere l’Altro dalla voce, dal modo di muoversi, di porre enfasi e durata a una intonazione, a un movimento.
Possiamo percepire alcune qualità della voce e del movimento attraverso le metafore corporee: una voce di velluto, o seta che movimenti morbidi, duri, fluidi o evanescenti accompagnano. Il seminario che conduco con Datura Martina Lo Conte va a esplorare tutto questo attraverso un lavoro profondo sulle connessioni tra voce e gesto artistico.

Cecilia Macagno

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Qui alcune proposte per la primavera / estate 2018 ed esempi di collaborazione con altri docenti!

  • 10-24 giugno / 7-21 giugno / 5-19 luglio   Canto Condiviso / Open Singing Flash Mob, Uffizi Firenze (partecipazione libera)
  • 1/2 giugno    Stage Circlesinging per il festival IMPROVVISUMMER 2018 FOLLONICA organizzato da ArestTeatro/Match d’Improvvisazione Teatrale
  •  27/29 luglio   Residenziale con Datura e Andrea Simone Canto Armonico, Performance e visita alla Grotta Sonora di Calcata, (VT)

 

primavera /estate 2018

 

 

sponsorizzata canto armonico gallese

27 / 28 / 29 LUGLIO 2018
CANTO ARMONICO RESIDENZIALE RICERCA VOCALE & PERFORMANCE CALCATA (VT)

Conducono

Andrea Simone musicista – cantante – insegnante di canto armonico
Datura Martina LoConte
cantante – performer – overtone trainer

Un’occasione per lo studio del Canto Armonico con due docenti, nella splendida cornice di Calcata per conoscere la tecnica o per approfondirla, se già la si conosce, attraverso un training personalizzato. Verranno dati tutti gli strumenti necessari per un approccio sano alla Voce, anche per chi non ha mai cantato, e l’opportunità di scoprire le leggi del suono e della Serie Armonica Naturale tramite lo studio consapevole della tecnica. A tal fine verrà utilizzato il software Overtone Sygyt Analyzer il quale permette, in tempo reale, di visualizzare e selezionare al meglio gli armonici. Saranno previste diverse sessioni di canto corale nelle quali sperimentare la magia degli armonici.

Il seminario inizierà il venerdì pomeriggio si concluderà la domenica pomeriggio con una performance aperta al pubblico presso Calcata, a Il Granone

* iscrizioni entro il 29 GIUGNO

per tutte le info scrivere a:

lechiavidellavoce@gmail.com

 

Programma:

• Preparazione Vocale ‘Il corpo che canta’
• Elementi di acustica, morfologia del Suono
• Tecniche fondamentali del Canto Armonico
• Studio della Serie Armonica Naturale
• Training personalizzato
• Canto corale
• Performance aperta al pubblico
• Ospitalità nel  Borgo di Calcata

Bio & Video

ANDREA SIMONE,
nato a Roma nel 1967, ha studiato chitarra classica, armonia e teoria musicale presso la scuola di musica pontificia T.L. Da Victoria a Roma. Nel 1981 si aggiudica il primo premio al XXIII festival internazionale giovani interpreti città di Recanati, si è poi perfezionato nel 1990 con Josè Tomàs (allievo e assistente di Andres Segovia) presso la Real Academia de España en Roma, ha quindi insegnato presso l’istituto San Giuseppe di Roma. Comincia a studiare il canto armonico nei primi anni novanta e, dopo alcuni anni, conduce la sua prima esperienza di insegnamento presso la GFU; seguono cicli di conferenze sull’argomento (Scuola di Respiro – Roma, Bibli) e numerose performance: Roma Auditorium Parco della Musica, teatro Argentina, teatro Manini Narni, teatro dell’Orologio, Teatro Manzoni a Roma, Teatro Keiros, Umbria Jazz, Spoleto Lab, ecc.
Nel corso degli anni si dedica sempre più alla ricerca sul suono, sulla voce e a trasmettere le proprie conoscenze mediante seminari e workshop, anche in collaborazione con prestigiosi istituti quali l’Istituto Superiore di Studi Musicali G. Briccialdi (Istituzione AFAM) di Terni e Istituto Sereno Regis di Torino.

Links video
https://www.youtube.com/watch?v=H-stK0afAEg

DATURA MARTINA LO CONTE,
(Firenze, 1984), è cantante e ricercatrice vocale. La sua formazione universitaria si è conclusa nel 2009 presso il D.A.M.S. di Firenze con una tesi sul teatro di Pasolini; prosegue la sua ricerca artistica attraverso lo studio delle tecniche del Canto Armonico (Lorenzo Pierobon, Mauro Tiberi, Tran Huang Hai, Giovanni Bortoluzzi, Raphael De Cock, Francesco Gibaldi, Walter Mantovani), metodo Roy Hart (Kaya Anderson), tecniche vocali sperimentali (David Moss), Teatro Sensibile di Riconnessione (Ilaria Drago) e le Circle Songs (Albert Hera, Ivan Castiglia, Oskar Boldre, Lorenzo Sansoni).
Ha collaborato con vari musicisti per progetti sperimentali di musica, poesia e immagini, oltre a varie discografie. Dal 2012 collabora al progetto Psychodreamtheater di Francesco Luigi Panizzo e con la danzatrice Butoh e performer Chiara Clara Burgio (CORPO GEMMANTE 2013, ABITO 2015, MOONLIGHT REFLECTION 2017). Dal 2016 organizza e conduce incontri dedicati alle Circle Songs come esperimento sociale e come dialogo con lo spazio urbano (Firenze, Loggia degli Uffizi e BiblioteCaNova). Al momento conduce seminari dedicati alla Voce per il Teatro (Ass. Corso Strabiliarte, Scandicci, FI) e all’Overtone Singing (Ass. 4quArti, Firenze; Soundipity, Milano). Nel settembre 2017 ha organizzato, insieme al produttore e compositore Massimo Iuliani, la prima edizione della Residenza Artistica Electro Circle Songs. Infine organizza workshop, eventi, convegni dedicati alla Voce con altri ricercatori e insegnanti da tutta Italia.

Link video Overtone Singing:
https://www.youtube.com/watch?v=I975aIKoaYo