KAYA ANDERSON E IL LAVORO ROY HART

Kaya durante il training – ph. credits Ivan Midderigh

L’approccio alla voce Roy Hart ha origine con la ricerca di Alfred Wolfsohn sulla “Voce Umana”, agli inizi del ‘900. Il lavoro pionieristico di Alfred Wolfsohn ha trovato poi ulteriore sviluppo grazie a Roy Hart, suo allievo.

Nel lavoro Roy Hart si è invitati a scoprire e sperimentare le proprie potenzialità (in quanto esseri umani e artisti) attraverso la voce, nella sua connessione profonda con il corpo e nella relazione con l’altro, in un sistema di combinazioni alchemiche; si è spinti a contattare e ad attingere al proprio bagaglio emotivo (percependo a volte memorie e ferite grazie al tocco della voce), per creare qualcosa di profondo e autentico: questo nucleo di autenticità può trovare poi forma più definita nella performance artistica.

In questo senso ha più valore la genuinità di un suono, piuttosto che il suo aspetto puramente “estetico”; si dà molta importanza a quei suoni che fanno parte del vivere e del “corpo che vive” (mugolii, sospiri, sussurri, urla, ecc.) i quali aprono il corpo a un canale espressivo diretto, senza filtri e senza giudizio.

27657120_1083133041829761_6130319230694697205_n
Kaya Anderson – ph. credits : Ivan Midderigh

Ho incontrato Kaya Anderson e il suo approccio alla Voce Roy Hart nel 2010 a Firenze.

Kaya conobbe Alfred Wolfsohn e Roy Hart giovanissima, è una delle fondatrici del Roy Hart Theatre e adesso lavora in tutto il mondo e presso lo Chateau de Malerargues (sede del Centre Artistique International Roy Hart), con la sua grandiosa esperienza e sensibilità.

Consiglio di leggere integralmente la sua testimonianza, cosa ha mosso la sua ricerca:

http://www.roy-hart.com/kaya.htm

Delphina Fabbrini e Arno Peck sono stati coloro che hanno dato la possibilità a me e ad altri artisti di partecipare ai suoi corsi intensivi, organizzandoli periodicamente a Firenze.

Ho fatto qualche domanda a Delphina, che sotto la supervisione di Kaya Anderson sta completando la sua formazione come insegnante Roy Hart.

1 – Kaya Anderson cosa rappresenta per te?

Kaya è stata ed è tuttora per me un fondamentale punto di riferimento. Una “maestra” in senso vero. Mi ha accompagnata nel percorso di riscoperta della mia voce, e attraverso questo, della mia essenza. Lavorare con Kaya ha significato e significa tuttora connettermi al mio nucleo più autentico, ricontattarlo, dargli “voce”.

2 – Tre cose che ti hanno fatto innamorare del lavoro sulla voce Roy Hart

– La possibilità di contattare le mie emozioni in modo immediato, diretto.

– L’approccio “integrato” tra corpo, voce ed emozioni.

– L’importanza della presenza (il lavoro è “qui e ora”!) e la necessità di essere onesta con me stessa. Senza onestà, senza riconoscere chi sono, come sto, da quali pulsioni sono mossa, non ci può essere verità, nella vita e nella voce.

Aggiungo anche un altro punto, connesso a quanto ho già detto: nel lavoro Roy Hart è stato per me centrale avere la possibilità di dare spazio a tutte le manifestazioni della mia voce: uscire dai confini di quello che normalmente si intende per “cantare”. Non censurarmi, non limitarmi alla ricerca del “bel” suono: accogliere tutto quello che c’è nella mia voce. Lasciare che la voce canti liberamente il suo canto, accogliendo, integrando tutto quello che emerge.

3 – Quali cambiamenti ha portato il lavoro sulla voce Roy Hart nel tuo modo di esprimerti ? (Nel quotidiano/durante una performance) 

Torno a ripetermi: il lavoro sulla presenza e sull’onestà, verso me stessa e verso l’altro. La necessità di essere sempre in contatto con i miei sentimenti, e la costante ricerca di un modo di condividere il mio sentire. La convinzione che tutto quello che la vita mi porta può essere “trasformato”, che anche le esperienze più dolorose possono essere “ponti”, occasione di evoluzione, di nuova consapevolezza. La scoperta della voce come “canale” privilegiato per questo percorso di “trasformazione”. Kaya dice spesso “canta il tuo dolore, perché non sia il dolore a cantare te”. In questa semplice frase trovo molta parte del senso, del valore del lavoro Roy Hart.

4 – Pensi che l’approccio alla voce Roy Hart possa essere integrato nella nostra vita quotidiana? Se sì, come ?

Assolutamente sì: l’importanza della presenza, dell’onestà, dell’ascolto, del liberarsi da pregiudizi e preconcetti è presupposto per una qualità del vivere, in ogni ambito.

5 – Come pensi che il lavoro sulla voce Roy Hart possa aiutare un cantante professionista in modo tangibile?

Credo che a questa risposta ognuno debba rispondere per sé. Non credo in soluzioni “universali”, valide per chiunque. Credo però che il lavoro Roy Hart offra una preziosa possibilità, per chi voglia coglierla, di rivedere e valutare in una nuova prospettiva le proprie convinzioni sulla voce.

Si tratta di ampliare il ventaglio delle proprie possibilità espressive e vocali, e questo ampliamento è a mio parere un nutrimento profondo per la voce (e per la persona). Il lavoro di sperimentazione ad ampio raggio, come il lavoro di “destrutturazione” di un testo o di una canzone, consente di ritornare poi all’esattezza di quel testo, di quella canzone, con una nuova ricchezza, con un nuovo bagaglio di esperienza “incorporata”.

Datura Martina Lo Conte e Delphina Fabbrini
3 febbraio 2018

cropped-logo-quadrato-le-chiavi-della-voce1.jpg

One thought on “KAYA ANDERSON E IL LAVORO ROY HART

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...