Il mio segreto per una performance senza ansia

Puรฒ accadere prima di una performance che il nostro sistema vada in tilt per lโ€™ansia, data da varie preoccupazioni: โ€˜ce la farรฒ?โ€™/ โ€˜come mi giudicheranno?โ€™ / โ€˜ho paura di sbagliareโ€™ / โ€˜mi vergognoโ€™, ecc. 

Tutto ciรฒ mette il nostro sistema nervoso in allarme e condiziona anche la nostra espressione vocale: essa รจ governata da molteplici aree del sistema nervoso, fino a quello autonomo, il quale mette in atto reazioni fisiologiche incontrollabili appunto, come ad esempio battito accelerato del cuore, respirazione alta, tensioni muscolari e, a causa di ciรฒ, la voce puรฒ diventare tesa, tremante, stonata, o potrebbe non articolare bene quanto stiamo comunicando.

Lโ€™emozione cโ€™รจ sempre, ed รจ bene che ci sia poichรฉ lei รจ il motore che rende la nostra voce capace di emozionare a sua volta, ma possiamo incanalarla in modo che sia al nostro servizio e non sia un ostacolo.ย 

Alcune cose utili da chiedersi potrebbero essere: dove voglio portare il mio pubblico? In quale mondo? In quale esperienza che possa lasciare un segno? 

Questo sposta lโ€™attenzione dalle tue paure alla tua missione.  

In questo articolo condivido alcuni segreti che hanno cambiato il mio modo di stare prima e durante una performance: 

  1. RISCALDAMENTO, PRATICA & AUTOASCOLTO

Un buon riscaldamento e igiene vocale รจ il punto di partenza imprescindibile per comunicare in modo efficace. Questo rende la voce sicura e pronta ad affrontare anche gli imprevisti. 

Piรน volte canti, reciti, leggi qualsiasi contenuto piรน hai modo di integrarlo nel tuo corpo fino a che diventa sicuro e facile riproporlo in qualsiasi contesto, anche il piรน sfidante, permettendoti di spostare la tua attenzione da ciรฒ che stai facendo verso il destinatario del tuo messaggio: il tuo pubblico ama essere โ€˜agganciatoโ€™ e non essere semplicemente fruitore passivo della performance, รจ parte integrante del โ€˜campoโ€™. Il lavoro della performance richiede una continua connessione fra il nostro mondo interiore e quello esteriore, in modo da percepire il campo e portare lโ€™audience con noi nel nostro viaggio fino allโ€™ultima nota/parola. 

Nel mentre fai pratica del tuo repertorio abbi cura di registrarti per poterti riascoltare. Ogni ascolto รจ unโ€™osservazione utile per scoprire subito punti di forza e punti deboli e rende la pratica successiva allโ€™ascolto davvero efficace, poichรฉ puoi aggiustare il tiro. 

Allโ€™inizio questa pratica potrebbe risultare molto fastidiosa, cioรจ potresti non riconoscere la tua voce per come รจ la tua percezione. Ed รจ reale: la voce  che noi sentiamo non รจ come la percepiscono gli altri poichรฉ noi abbiamo la percezione โ€˜mixataโ€™ sia del suono riflesso dallโ€™ambiente sia quello riflesso dalle cavitร  dei nostri risuonatori interni. Inoltre un sistema di registrazione e di riproduzione non sarร  mai 100% fedele alla nostra voce. 

Quindi come fare per familiarizzare con lei?

Ti assicuro che piรน volte ascolterai la tua voce registrata (senza pregiudizi) piรน imparerai a conoscerla e anche a piacerti probabilmente. 

Porta pazienza. Siamo in un mondo dove si ottiene โ€˜tutto e subitoโ€™ ma questa logica non funziona se vuoi incorporare davvero il tuo messaggio e avere maestria nel comunicarlo. 

Altra cosa da mettere in conto: la performance perfetta non esiste, ci sarร  sempre qualcosa che puรฒ andare meglio, ma portiamo compassione: siamo qui in cammino come tutti gli altri esseri umani. 

Se pensi di avere delle carenze nella tecnica vocale o altro rivolgiti a professionisti della voce che possono guidarti in modo consapevole in questo mondo complesso che รจ lโ€™attivitร  vocale, inoltre avere un orecchio esterno che possa darci dei feedback e consigli per migliorare รฉ super utile (anche io offro consulenze e percorsi scrivimi: lechiavidellavoce@gmail.com). 

  1. ANCORAGGIO 

Ti racconto cosa faccio in genere: prima di una performance trovo uno spazio privato (se non ce lโ€™ho cerco di farlo prima di arrivare sul posto) dove potermi raccogliere e fare diversi sospiri di sollievo, facendo vuoto. 

Ascolto il mio corpo e cerco di portare presenza con piccoli esercizi (tipo grounding, stretching ecc.). Poi esprimo una formula rituale con intento per chiedere guida e sostegno alla sorgente della mia ispirazione; ognuno ha la sua formula personale e nel caso non si abbia uno spazio privato la si puรฒ recitare internamente. 

Chiedere guida e sostegno ci fa sentire meno โ€˜soliโ€™ di fronte al pubblico e, soprattutto, in quel flusso che porta poi alla creazione magica del โ€˜campoโ€™ di cui parlavo prima. Siamo sul palco per rendere servizio a qualcosa di piรน grande di noi, noi siamo solo un canale di trasmissione, teniamolo sempre presente; non si puรฒ giudicare un canale per cuiโ€ฆprenditi cura della tua voce, fai pratica, fai vuoto, chiedi guida e sostegno e niente potrร  andare storto! 

Con amore e servizio

Datura Martina Lo Conte 

Ps. Nella sezione eventi di questo sito troverai sempre moltissime proposte oltre alle performance e le uscite discografiche ๐Ÿ˜‰

Note: questo articolo come tutti gli altri sul sito รจ stato scritto senza utilizzo di Chatbot. 

Rinascita Artistica: seminiamo idee …

Dan Hillier

Lโ€™Arte per la Rinascita

Ho meditato molto in questi giorni ho colto lโ€™invito di Eugenia Coscarella per parlare di Rinascita insieme a Ilaria Drago e Lucianna Argentino sulla piattaforma Rinascita Artistica Ospitata da Rinascita Digitale. Ecco il video della conferenza, le parole di Ilaria e di Lucianna sono state profondissime e meritano attenzione perchรฉ potrebbero essere dei semi per farci rifiorire come individui e come comunitร . Segue quanto ho scritto nei giorni prima di questo incontro.

Nellโ€™ultima parte invece troverete dei brevi testi scritti da altri artisti che fanno parte del Gruppo E Come Eresia nati da una discussione sul Senso dellโ€™Arte in questo momento. Anche questi contributi sono stati preziosissimi.

Martina Lo Conte, Ilaria Drago e Lucianna Argentino – Rinascita – Rinascita Artistica DAY 2

Per rinascere bisogna mettersi in ascolto e porre le giuste domande. Perchรฉ il mondo come รจ stato sinora non era che un turbinio convulso nella ricerca del profitto a tutti i costi, del fare a tutti i costi, del sopravvivere in una societร  dove le persone sono considerate semplicemente dei numeri. Eravamo pieni di cose, ma con un grande vuoto nel petto, perchรฉ ci รจ stato rubato a poco a poco un pezzetto di anima.

E invece cosa vorremmo? Possiamo cogliere questa occasione per immaginarlo?

Lโ€™Arte saprร  sempre risponderci.

Anche nei momenti di crisi, nei momenti di disperazione, nei momenti di solitudine. Anche in questo momento storico cosรฌ difficile ma allo stesso tempo meraviglioso, perchรฉ tutte le maschere stanno cadendo. Tutte, come una bellissima opera di Dan Hillier. (Che ho scelto per questo articolo).

Lโ€™Arte saprร  risponderci perchรฉ essa รจ generata dalla stessa forza della Vita, Lโ€™Arte ci permette di vedere oltre, di immaginare ciรฒ che desideriamo e di crearlo. Lโ€™Arte da Voce a chi non ce lโ€™ha. Lโ€™Arte non รจ un lusso, รจ qualcosa di cui dobbiamo nutrirci come il pane che mangiamo.

Per Arte non intendo un contenitore monolitico e rigido ma unโ€™entitร  fluida, in continuo divenire, che attraversa i linguaggi, e risponde al presente in modalitร  nuove e imprevedibili. Questo รจ il lavoro dellโ€™artista: โ€˜ascoltareโ€™ nuove soluzioni, prepararsi ad essere โ€˜canaleโ€™ e metterle in atto.

Il Teatro per esempio puรฒ cogliere questa occasione per ritrovare il senso del rituale collettivo e comunicare non solo agli addetti ai lavori, come stava accadendo negli ultimi anni, ma a tutta la societร . Perchรฉ il pubblico era quasi inesistente. Le persone hanno bisogno secondo me di essere stimolate in modo diverso rispetto alla classica fruizione, e soprattutto hanno bisogno di โ€˜essere visteโ€™. Lโ€™Artista, come nellโ€™emblematica la performance di Marina Abramoviฤ‡, The Artist Is Present, puรฒ restituire uno sguardo nuovo al pubblico, il quale prima di essere โ€˜pubblicoโ€™ รจ fatto di โ€˜personeโ€˜ con il loro mondo interiore, il loro pensiero, il loro vissuto, le loro emozioni. Questo a mio parere รจ il piano su cui bisogna incontrare lโ€™Altro, trovandosi sullo stesso piano e attraverso un linguaggio che puรฒ fungere da comune denominatore.

Sinceramente non sappiamo quando questo sarร  possibile, per quanto tempo ci saranno le misure di distanza. 

Ma per quel momento dovremo essere pronti. 

Personalmente ho trovato nella musica questo linguaggio capace di attraversare le generazioni, le culture, le fasce sociali e di permettere lโ€™ascolto, la creativitร  e la relazione attraverso la voce e il corpo. Il mio progetto si chiama Canto Condiviso per la comunitร  e si tratta proprio di questo, attraverso lโ€™improvvisazione vocale nella modalitร  delle Circle Songs (una modalitร  coniata cosรฌ da Bobby McFerrin e che si perde nella notte dei tempi). Anche i laboratori e le performances dellโ€™Open Program del Workcenter di Grotowski, diretto da Mario Biagini, si basa sullo stesso principio di arte partecipata, in cui si formano delle vere e proprie costellazioni, ma attraverso un corpus di canzoni giร  esistenti.

Bisogna far vivere i quartieri, le strade dei centri storici (non solo dai turisti), le periferie, le scuole, le universitร  attraverso forme dโ€™arte partecipata e riti collettivi che possano essere in grado di trasformare, rigenerare le nostre vite, i nostri luoghi e le nostre relazioni. Il senso di comunitร  si trova intorno a fattori culturali, artistici, come diceva Stefano Massini pochi giorni fa: essi rappresentano la nostra identitร  come popolo.  Quali strategie possono essere messe in atto per evitare che lโ€™arte e dunque la nostra identitร  scompaia? 

Penso che dovremo trovare delle nuove visioni e delle nuove risorse immaginative per un nuovo paradigma per le arti performative, e non dipendere esclusivamente dagli organi istituzionali, i quali probabilmente penseranno sempre tramite i vecchi sistemi. 

Si stanno muovendo delle iniziative interessanti in questo senso, con gruppi di discussione e di lavoro per creare questo futuro… penso allโ€™iniziativa lanciata da Francesca Della Monica di E Come Eresia e unโ€™altra Mujeres nel Teatro nata da Marzia Ercolani, Sara Palma, Alessandra Della Guardia (gruppo FB). 

Un’altra inziativa attraverso un gruppo FB che ci permette di continuare invece a cantare con le nostre comunitร  di Cirlcesinging รจ stata attivata da vari facilitatori, coinvolgendo persone da tutto il mondo e si chiama Singing together across the GLobe with ACappella.

 Maggiori info 

lechiavidellavoce@gmail.com

Poco dopo lโ€™inizio della quarantena ho scritto questo : 

Dentro ognuno di noi vive un artista e quellโ€™artista saprร  rispondere in modo creativo a ciรฒ che sta accadendo adesso e in futuro. Possiamo immaginare un nuovo paradigma e realizzarlo. Per farlo dovremo ritrovare il senso della bellezza e il senso del sacro.

Dan Hillier

19/04/2020

Firenze, Datura Martina Lo Conte

SENSO DELLโ€™ARTE OGGI DAL GRUPPO โ€˜E COME ERESIAโ€™

Francesca Bizzarri: Da artista, penso forse banalmente…che lo scopo dell’arte sia quello di dare e creare emozioni in chi ascolta. Noi dobbiamo riabituare il pubblico a provare delle emozioni…, il divertimento certo รจ importante ma non dovrebbe essere un aspetto esclusivo.

Antonio Panice : […] Sento (e sbaglierรฒ totalmente) che per chi Arte persegue, sia possibile oggi veramente prescindere dal ruolo, ossia da ciรฒ che altri/o si aspettano dall’individuo. Airesis รจ parola di libertร , e forse l’unica libertร  pallidamente totale che ci รจ concessa in questa vita, รจ fuori dalla socialitร  e dal ruolo: รจ nel deserto sconfinato di ciascuno di noi, dove i sogni nascono, dove รจ smarrito il principio di non contraddizione, e dove alberga in noi la creativitร  piรน fantastica, anche fastidiosa e sconveniente per parte della nostra personalitร . Il coltivare il contatto (spesso interrotto per esigenze solo apparentemente molto piรน concrete) con questo deserto, credo sia salubre per la continua trasformazione e formazione di un artista, se non peculiare per la sua stessa natura, che poi potrร  cosรฌ manifestarsi nell’arte (in ogni sua forma) con piรน piena luce, ogni volta che il contatto concreto, con l’altro, tornerร  a farsi possibile; e, probabilmente, gli insegnerร  anche a tacere, quando il suo ascolto verso quel mondo sconfinato, si sarร  preso una piรน che fisiologica pausa. Alla luce di questo volo un po’ maldestro, avendo espresso qualcosa di forse scontato per ciascuno di noi ma che, se mi guardo attorno, cosรฌ scontato non mi appare, sento che un ruolo assunto a priori rischi di essere una gabbia per l’arte. L’artista puรฒ essere responsabile per quel che avrร  manifestato, in ogni sua forma. E anche per quel che, ahimรจ, faticherร  a manifestare.

Francesca Della Monica : Come sono dโ€™accordo! Il santo anonimato dellโ€™artista , la sua trasparenza , il suo farsi canale , il non obbligo alla coerenza perchรฉ attraverso di lui passa un molteplice non constringibile in opinioni apodittiche e definitive . Grazie Antonio.

Verena Bertozzi: L’arte, maestra vera della vita e pertanto eterna allieva alla ricerca costante di se stessa. Puรฒ trasmettere emozioni e sensibilizzare chi ne assaggia il nettare. รˆ cambiamento ed รจ tuffo nell’ignoto. รˆ il mare sconosciuto intorno alle nostre isole mentali ed รจ grazie a questo mare che possiamo navigare da un isola all’altra. L’arte puรฒ farsi portatrice di nuove visioni e aprire le menti al futuro. Oggi il presente รจ messo a nudo, si rivelano le sue profonde fragilitร . Non abbiamo costruito un mondo a regola d’arte ed รจ forse l’ultimo tempo per tentare di rimediare a questa grave mancanza. E con senso artistico, in accordo con la natura, l’artista che ci ha generato, possiamo utilizzare l’arte per veicolare visioni e idee alternative nella speranza che le persone possano riflettere e trovare il proprio senso artistico. Comunichiamo la passione con le parole, con i suoni, con le immagini, con le forme, con i gesti o i movimenti, in ogni modo possibile. Perchรฉ fondamentalmente tutto รจ arte intorno a noi e tutti dobbiamo rispettare l’opera d’arte e riuscire a godere della sua magnificenza.

Marzia Ercolani: […] In luoghi in cui le economie sono in enorme difficoltร  da decenni, la gente considera il bisogno d’arte primario. Ancestrale. Qui no. Per questo non ci proteggono. Per me la battaglia per la cultura, l’arte, gli/le artist*e i lavoratori, le lavoratrici del settore non รจ una battaglia che dovremmo portare avanti da sol*. Adesso chiaramente le persone si scaldano per i tagli alla sanitร , per la perdita del proprio lavoro, ci sarร  un livello di povertร  dilagante che occuperร  ogni pensiero. Capisco. Capiamo tutti. Ma no, l’arte non รจ un lusso, non รจ un suppellettile. รˆ cura, comprensione, consapevolezza, libertร , coraggio, essenza delle cose. Finchรฉ saremo da soli a lottare per i nostri diritti, la battaglia difficilmente diventerร  collettiva. Un artista รจ collettivo. Politico. Non intrattiene. Anche quando attraversa la leggerezza e il riso, non intrattiene. Non รจ un/una baby sitter. รˆ un essere complesso, in continuo movimento, in quotidiana trasformazione, comprende sรฉ stess* e tutti gli sguardi che lo incontrano.

Eventi 2019

Photocover by Alexandra Jitariuc

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domenica 1 dicembre h. 11/13 presso l’Ass. Culturale L’Espressione a Roma sarรฒ ospite delle Sunday Circles di Circlesinging Roma – con Chiara Cortez e Daphne Nisi
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Eventi Passati

THE HEARTBEAT Opening of the Art with DOMITILLA BIONDI on 1/3 November 2019 @ Florence DreamLab, Borgo Albizi 13. Performance d’arte collettiva: check the event



ph. Pietro Cimino

Concerto Poetico Lโ€™Ospite dedicato a Francesca Woodman, di Alfredo Allegri, con Datura (Voce), Agnese Focardi (Arpa) : 
10 ott. San Miniato Alto Via Paolo Maioli 22 h. 17.30  
26 ott. alle Murate Spazio Ottagono Firenze h. 18

FLORENCE DREAM LAB
OVERTONE SINSING & CIRCLESINGING CLASSES
presentazione gratuita
VENERDรฌ 25 OTTOBRE h. 16/18
Borgo Albizi 13, Firenze





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